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Attività di restauro

Attività di restauro

FBT: un amore di amplificatore

Un chitarrista mio coinquilino del palazzo mi porta questo FBT mod. 150 del 1961, esattamente la mia età, indicandomelo come abbandonato e non funzionante da decenni.

Le condizioni dell’FBT al ricevimento.

Lo stato di questo oggetto era quello che vedete qui: sporcizia, ossidazione sul frontale, mancanza di una valvola e ovviamente un’assoluta mancanza di funzionamento. Anche il mobile aveva subito le personalizzazioni che vedete, un po’ ingenue un po’ “da ragazzi” e applicate evidentemente d’impulso, ma tutte sicuramente discutibili!

 

 

Il mobile dell’FBT appena smontato.

Da notare anche lo stato dell’interno e della circuiteria, rigorosamente a telaio. Uno dei problemi principali nella vita di questi apparecchi è indiscutibilmente la loro conservazione: dovrebbero essere sempre tenuti lontano dalla polvere e dall’umidità, cosa questa di difficile ottenimento da parte dei musicisti che, viceversa, solitamente utilizzano scantinati per suonare e soffitte per conservare.

Le condizioni dell’FBT al ricevimento.

La situazione di partenza ha stimolato la mia voglia di fare e di fare bene.

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Attività di restauro

CRUMAR Multiman

Il primo restauro

La mia attività di restauro è iniziata con questo strumento: un vecchio sintetizzatore semiportatile dell’italiana Crumar, modello Multiman 2. Eravamo nel febbraio 2011. Ricevuto in regalo come oggetto dismesso, presentava innumerevoli guai. Basta vedere le immagini qui raccolte.

Multiman S2: lo stato del pannello anteriore.

 

Multiman S2: lo stato del pannello posteriore.

Oltre al risanamento interno del mobile e all’aver curato l’estetica dello stesso, sono state rifatte le serigrafie dei pannelli di comando, sia anteriore che posteriore; riverniciate tutte le parti metalliche a vista e non (quelle non serigrafate) e ricostruiti interamente i piedi con specifico disegno.

Multiman S2: lo stato del pannello esterno dopo il restauro.

 

Multiman S2: il pannello posteriore dopo il restauro.

Multiman S2: i piedi in ferro cromato appositamente rifatti.

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Attività di restauro

Amplificatore valvolare Rogers

Questo gioiello che vedete qui in prova è un amplificatore di oltre 50 anni di età. Più o meno la mia età all’atto del restauro, avvenuto nella primavera del 2013. Mi è stato portato con l’indicazione dell’aver funzionato per un paio di minuti una volta riacceso, e poi più nulla.

L’apparecchio si presenta come una scatola di ferro rovesciata con i componenti montati “a telaio” al di sotto e una protezione per i trasformatori. La  sicurezza di utilizzo è bassissima vista la totale mancanza di chiusure del fondo: solo a prenderlo in mano si rischia di toccare con le dita componenti sotto tensione elevata presenti nella parte inferiore.

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Attività di restauro

Organo a consolle CRB, mod. Diamond 910 Gold

La CRB è stata un’altra gloriosa marca italiana di organ elettronici, al pari di Farfisa, Elka e successivamente GEM. Di queste realtà purtroppo non ne esiste più nessuna: ad oggi sopravvive, per fortuna, la Fatar come produttore di meccaniche di tastiere ed elettronica annessa.

Questo modello, uno dei più avanzati della CRB, è datato 1978. Vi dico, è veramente bellissimo; ha delle caratteristiche costruttive e circuitali incredibili ed è una delle macchine analogiche più complesse che mi sia mai capitata tra le mani. Conta all’incirca 130 circuiti stampati, tutti rigorosamente a singola faccia e privi di serigrafie. Roba d’altri tempi.

Questo esemplare mi è arrivato a metà giugno 2017 e mi sono preso alcuni mesi per la riconsegna. Non è facile descrivere in dettaglio in cosa consiste esattamente l’attività di restauro: essa è infatti estremamente varia e prevede, mai come in altre circostanze (vedi la riparazione di un amplificatore HiFi standard, ad esempio) il navigare a vista.

Riporto qui un po’ di immagini documentative della fase attuale del lavoro, mentre nel blog racconto un po’ la storia di quanto sta avvenendo in tempo quasi reale.

Vista posteriore e parzialmente del suo interno.

Una vista più aperta del retro dell’organo.

Vista davanti alzando il manuale superiore.

Un’immagine di uno dei banchi filtri dei “Drowbars” disposti sulla sua scheda madre.

Durante lo smontaggio dei tasti di ambo i manuali.

Si noti lo stato dei tasti all’atto dello smontaggio.

L’unità Leslie smontata e pronta per il restauro.

L’unità Leslie durante la sua pulizia e ripristino.

SI procede all’asportazione dei singoli “lever” dei registri per una pulizia approfondita.

Tutti i “lever” smontati e stesi ad asciugare.

La pedaliera appena asportata e destinata al suo restauro individuale.

Un particolare della pedaliera prima del restauro.

La pedaliera dopo il restauro.

La pedaliera dopo il restauro.